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Il grande rosone della Sainte-Chapelle, acceso dal vetro rosso, blu e giallo, incorniciato da pietra dipinta e alte finestre a lancia.

Parigi · Île de la Cité · Vetrate gotiche

Sainte-Chapelle e Conciergerie: biglietti, orari e visite guidate

Una cappella fatta quasi solo di vetrate e un palazzo reale diventato prigione, uno accanto all'altro sull'Île de la Cité. Prenota il biglietto e scegli come visitarle.

Oggi

Gli orari di ogni mese sono nella pagina Orari.

    Verificato sul sito ufficiale il 30 ottobre 2026 · Fonte ufficiale

    In breve

    • Un unico biglietto comprende la Sainte-Chapelle e la Conciergerie. La Sainte-Chapelle funziona a fasce orarie; la Conciergerie si visita prima o dopo, negli orari di apertura.
    • Prenota in anticipo. Nei periodi affollati la coda può essere lunga e, senza prenotazione, potresti non entrare.
    • I controlli di sicurezza sono severi, perché i due luoghi sono dentro il Palais de Justice. Non c'è deposito bagagli: viaggia leggero.
    • Da ottobre a marzo la Sainte-Chapelle chiude alle 17 mentre la Conciergerie resta aperta fino alle 18: in inverno visita prima la cappella.

    La cappella alta: una stanza fatta di luce

    Lo sguardo verso l'alto sulla volta blu della cappella alta della Sainte-Chapelle, con nervature dorate e alte vetrate tutto intorno.

    Sali 33 gradini, entri nella cappella alta e ti fermi. Le pareti sono quasi tutte di vetro: 15 vetrate alte 15 metri ciascuna (13 nell'abside), con 1.113 scene dell'Antico e del Nuovo Testamento su 670 metri quadrati. Due terzi del vetro sono medievali. Il racconto va dalla Genesi, sul lato nord, all'Apocalisse, a ovest, come un fumetto medievale. Nell'ultima vetrata del lato sud si vede il re stesso, Luigi IX, che entra nella genealogia biblica.

    Guarda il grande rosone dell'Apocalisse, largo 9 metri, in stile gotico fiammeggiante. Fu ricostruito intorno al 1485 sotto Carlo VIII, e il suo vetro è dominato dal giallo e dal verde per il giallo d'argento usato. Poi guarda le colonne, che portano più di cento motivi vegetali diversi, e le dodici statue degli apostoli.

    Perché un re costruì una cappella come uno scrigno

    La volta della Sainte-Chapelle vista dal basso, in verde e oro, con le vetrate che salgono ai due lati.

    Nel 1239 Luigi IX comprò la Corona di spine da Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, dopo due anni di trattative. Altre reliquie, 22 in tutto, tra cui un frammento della Vera Croce, arrivarono nel 1241. L'acquisto costò 135.000 livres tournois, metà delle entrate annue del regno. La Sainte-Chapelle fu costruita nel cuore del palazzo reale come sua cappella e come reliquiario monumentale, in meno di sette anni. La cappella bassa, con 140 capitelli decorati da piante gotiche, era per il personale del palazzo.

    Per poco non è sopravvissuta. Dopo gli incendi del 1630 e del 1776 e la Rivoluzione, servì da magazzino di farina, poi dal 1803 al 1838 da archivio dei tribunali, e le vetrate furono in parte murate, smontate o vendute all'estero. L'opinione pubblica e personaggi come Victor Hugo contribuirono a salvarla, e fu restaurata tra il 1840 e il 1863. La guglia slanciata, alta 75 metri, è la quinta e risale all'Ottocento. La Corona di spine fu salvata e nel 1806 entrò nel tesoro di Notre-Dame.

    La Conciergerie: da palazzo reale a prigione

    Accanto, la Conciergerie è ciò che resta del Palais de la Cité, la residenza dei re di Francia. La Salle des Gens d'Armes, costruita da Filippo il Bello tra il 1300 e il 1314, copre 1.785 metri quadrati ed è considerata la più grande sala civile gotica d'Europa. Qui mangiavano ogni giorno da 1.000 a 2.000 servitori e soldati del re. Le cucine reali, del 1353 circa, hanno quattro camini d'angolo.

    Quando Carlo V lasciò il palazzo, alla fine del Trecento, diventò una prigione affidata a un "concierge", da cui il nome. Durante la Rivoluzione ospitò più di 500 prigionieri e il Tribunale rivoluzionario, da marzo 1793 a maggio 1795. Si vedono il Cortile delle donne, quasi invariato da allora, e la cappella costruita dal 1816 su parte del luogo della cella di Maria Antonietta. I tablet con ricostruzioni a 360 gradi del palazzo medievale e delle prigioni rivoluzionarie aiutano a immaginarlo.

    Guida alla visita

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